Un tesoro tra le sughere

In Corsica ascolto il racconto delle querce secolari: una storia senza fine

Una stradina bianca segna il percorso di un viaggio nella Corsica delle meraviglie

Oggi ho trovato un tesoro: piccolo e profumatissimo. E’ giallo come l’oro e obbedisce ai capricci del vento, dondolando avanti e indietro. All’estremità del fusto sottile, ci sono fiori minuscoli, la forma richiama quella di tanti asterischi; ogni puntino è un’esplosione di energia: giallo come il sole.
Nell’insieme, è un tappeto morbido che si muove lentamente, ai margini del bosco delle sughere. Ultima tappa di un cammino tra querce che raccontano storie antiche e sono lì a presidiare un territorio ancora incontaminato per il quale, qui in Corsica, c’è rispetto assoluto.

linkiostrovivo-magazine-corsica-natura-bosco-sughere-bio-querce-franciaIl bosco delle sughere si estende per ettari su un’area collinare; all’interno piccoli sentieri dove camminare, osservare, imparare, ascoltare.

Viaggio dentro il cuore di alberi generosi, che sanno bene cosa è la vita per averne sperimentato ogni fase

C’è una querce tutta nodosa, piegata in due parti ma non dòma, tanto è vero che si è ripresa la rivincita allungando il tronco, quasi ad arco ma l’importante è andare avanti. Ce n’è un’altra che ha forme strane, quasi stratificate.

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Nel bosco delle sughere ogni pianta ha fatto la sua parte e si vede: il tronco è diviso in due; sotto la corteccia è rossiccia e liscia. E’ da lì che è stato estratto il sughero. Una volta sola, ogni dieci anni è il tempo che l’albero impiega per rigenerarlo. Incredibile la meraviglia e l’equilibrio della natura.

Silenzio intorno, ma è un silenzio che parla

Il canto, a intermittenza regolare, di un uccello mi dà il benvenuto nel bosco delle sughere mentre percorro la stradina bianca che, sinuosa, si addentra tra gli alberi secolari. Il vento chiacchiera rimbalzando tra i rami e scivolando sui cespugli di macchia mediterranea che regala profumi intensi.

linkiostrovivo-magazine-bosco-delle-sughere-corsica-francia-querce-naturaUn “crack” all’improvviso mi distoglie dall’osservare: non vedo niente di strano. E’ la voce di una quercia, perchè qui ogni albero ha qualcosa da dire.

“Abito il bosco da decenni, la mia vita tutto sommato è stata e continua ad essere una bella esperienza. Sono contenta di come è andata: ho messo su famiglia, non ho ricchezze né riconoscimenti pubblici, ma grazie a Dio non mi manca nulla”.

Poco più avanti un altro “crack”: “Io ho dovuto lottare contro un fulmine che mi voleva incenerire. E’ stato un combattimento estenuante, durato un’intera notte tra agosto e settembre, quando il cielo si vendica dell’estate che qui in Corsica è lunga e affollata di gente arrivata da ogni parte del mondo per le vacanze. E così ha scaricato tutta l’acqua risucchiata dal mare e le saette più spaventose che avessi mai visto. Una di queste mi ha colpito: sono stata attraversata da una scarica elettrica fortissima. Credevo di morire ma non volevo finire così; no, non così. Ho resistito, ho raccolto tutti i rami e mi sono ripiegata su me stessa cercando di attutire il colpo. La strategia ha funzionato perchè sono riuscita a salvare la mia folta chioma ma non un pezzo del tronco che si è spezzato. E’ per via di quel maledetto fulmine che sono tutta storta e devo stare in una posizione scomodissima. Ma sono viva, ed è ciò che conta”.

linkiostrovivo-magazine-corsica-francia-natura-bio-querce-bosco-delle-sughereAncora un crack: “Ho servito la mia comunità per lungo tempo, diligentemente, con spirito di sacrificio e per il bene di tutti. Il prossimo mese raggiungo il secolo di vita e il mio sughero, ogni dieci anni, è servito per arredare case, costruire suppellettili, tappi per bottiglie, oggetti di artigianato e chi più ne ha, ne metta. Non mi sono mai tirata indietro: la priorità era dare sughero per contribuire al benessere delle famiglie còrse che ne avevano maggiore necessità. Sono soddisfatta del mio lavoro perchè ho condiviso un obiettivo comune, ho servito gli altri, ho donato molto di me senza chiedere nulla in cambio. Insomma ho fatto il mio dovere e l’ho fatto con gioia. Ora sulla soglia dei cento anni mi riposo in questo bosco che è sempre stata la mia casa adorata. Conosco ogni pezzo di legno, ogni filo d’erba, ogni sasso che qui vive. E’ bello vedere che questa comunità è cresciuta, si è sviluppata anche grazie al mio piccolo contributo. Le piccole querce sono diventate adulte e altre ne sono cresciute… il ciclo della natura che si rinnova, senza fine. Ora mi riposo, distendo i miei rami al sole, mi dondolo un po’ quando ho voglia di coccole e osservo il bosco, chi lo attraversa, chi lo custodisce e chi lo protegge. Sono contenta di vivere qui, non potrei desiderare niente di meglio”.

Di albero in albero ascolto; un ideale viaggio nelle vite degli altri che mi trasmette energia, bellezza, purezza

La stradina bianca prosegue, come il cammino di ogni giorno. E si apre su un altro scenario: un campo di finocchietto selvatico. Il profumo mi abbraccia, intenso. Eppoi il mare giallo nel quale mi tuffo. Oggi ho trovato un tesoro.

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E’ tutta vita quella che respiro nel bosco delle sughere. E non basta mai.

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