Don Alvaro e la passionista

Il viaggio ha inizio da un cancellino in ferro, al Colle Sant’Andrea, sulle colline che circondano Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo. Dolci declivi tappezzati da vigne e oliveti: qui si percepisce la dolcezza di Gesù in ogni dettaglio del Creato. Osservi, respiri, rallenti il ritmo, ti predisponi all’ascolto del silenzio. Che è la voce di Gesù. Davanti al cancellino di suor Annita sono arrivati a centinaia nel corso degli anni, ciascuno col cuore gonfio di dolore e le spalle piegate dalla sofferenza. Ogni persona ha trovato il sollievo del sorriso della suora e nella forza della preghiera la ragione per rialzarsi e continuare a camminare. Tante le testimonianze di un incontro unico che resta indelebile nel ricordo. Tra queste, il racconto di don Alvaro Bardelli, Custode della Cattedrale della Madonna del Conforto, in Arezzo (pubblicato nel libro “Accettare e offrire. In silenzio”, ed. Shalom) . Don Alvaro ha presieduto i funerali di suor Annita, salita al Cielo il 28 aprile 2013 all’età di 98 anni.

Ho conosciuto l’Annitina da bambino, attraverso i racconti della mia mamma, che essendo foianese era a conoscenza di quello che si diceva intorno a questa anima sofferente.

Mi sembra di aver avuto tra le mani un suo diario con delle bruciature, ritenute opera del demonio.

Personalmente, l’ho conosciuta, già sacerdote, e quando ho potuto, soprattutto da Arezzo, sono andato a visitarla, chiedendo preghiere per me e per le persone che incontravo. In una circostanza, anche se con un po’ di reticenza da parte sua, addirittura abbiamo fatto delle foto insieme.

Ho avuto l’onore di presiedere la liturgia del suo funerale.

Come ebbi a ricordare allora, nell’omelia, mi sono rimaste particolarmente impresse tre sue parole, in pratica sintesi di tutto il mistero della sua vita: “accettare e offrire… in silenzio”.

Accettare ogni prova che viene dal Signore e offrirla a Lui come dono, in espiazione, nel silenzio, senza farlo vedere, anzi, nascondendolo nel sorriso e in una vita – agli occhi del mondo – normale. Non aveva forse detto il Maestro: “Quando digiuni, lavati il viso, profumati il capo, ecc.”?

E aggiungeva: “A pregare ci si può anche distrarre, ma nella sofferenza no: Gesù, per amor Tuo, per amor Tuo, per amor Tuo”. Penso che, come quella del pellegrino russo, sia stata la sua preghiera del cuore, senza interruzione, per una vita intera.

Nel silenzio della campagna, nel verde dei campi e degli ulivi, fu viòla, nascosta e profumata, che non si vede, ma di cui si avverte il profumo.

Ora, dopo la sua morte, è giusto che chi l’ha conosciuta ne dia testimonianza, per gratitudine e edificazione vicendevole”.

Don Alvaro

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