I diamanti sono vivi. Vi porto nel regno della luce

Roberto Gallorini, gemmologo e incastonatore svela un mondo

Uno smeraldo, un rubino, uno zaffiro. Meraviglia, stupore. Ma se si osservano con gli occhi immersi nell’ingrandimento di un microscopio si può scoprire un universo fantastico, fatto di gas, liquido primordiale. Non solo: a ben guardare ci si può leggere il passaggio delle ere geologiche, la storia della terra.

E’ un viaggio possibile ma l’effetto è assicurato se a condurre la “spedizione al centro del pianeta” è Roberto Gallorini, gemmologo e incastonatore, perito per il Tribunale e la Camera di Commercio di Arezzo. Insomma, è l’uomo dei diamanti, delle pietre che lasciano senza fiato una donna ma stupiscono anche molti uomini per la bellezza e la luce che sanno interpretare, catturare e riflettere.

Il laboratorio-negozio in via Fabio Fabianelli al civico 9 in Castiglion Fiorentino, è il ‘quartier generale’ di Roberto ma al tempo stesso è un luogo speciale perchè qui tradizione e innovazione si fondono armonicamente, perchè qui il cliente riceve servizi personalizzati, perchè qui la creazione del gioiello è il risultato finale dell’interazione tra gemmologo-incastonatore e committente. La chiave è: creare insieme, dal progetto alla realizzazione. Si definisce una persona “estremamente curiosa” e da questo punto di vista la costruzione del gioiello è uno dei suoi campi d’azione: è il foglio bianco sul quale proiettare la sua fantasia, i movimenti degli oggetti.

Nella sua professione, fondamentale è il ricorso alla tecnologia: “Tutti i modelli dei gioielli vengono creati al computer in quell’opzione che io chiamo ‘clicca e scegli’”.

Come funziona? “Il cliente si siede accanto a me e davanti allo schermo il modello viene ideato e disegnato, poi viene trasferito nella stampante 3D, realizzato e fatto fondere. Viene mostrato al cliente, si scelgono le pietre e si incastonano. Il gioiello è finito e accompagnato da un certificato gemmologico. Si parte dunque dal disegno e possiamo spaziare a seconda della fantasia, dei desideri e delle esigenze del cliente. Un caleidoscopio infinito di opzioni che va dalla realizzazione più complessa a quella più semplice come l’incisione di una targhetta”. Niente è scontato nel laboratorio di Roberto Gallorini che con diamanti e pietre ha un rapporto particolare. La sua storia comincia negli anni ’90 quando è il cugino a introdurlo nel mondo delle pietre e del metallo; poi la “scuola” di Valenza e i numerosi corsi di specializzazione favoriscono il ‘contatto’ sempre più stretto con due passion: la gemmologia e l’incastonatura. Descrive il mondo delle pietre con una sola definizione: “Affascinante. La gemma è un materiale che nasce dalla terra ma un diamante per cristallizzarsi ha bisogno di un tempo compreso tra gli ottocento milioni e i due miliardi di anni: è stupefacente”.

Roberto tocca, crea, guarda le pietre da vent’anni e ogni volta si emoziona: “Quando arrivano in laboratorio un diamante o un gioiello importante, prima di incastonarlo lo osservo, individuo lo stress subìto dalla pietra e so come agire evitando il rischio di frantumazione. Nel caso di un diamante, controllo taglio, colore e purezza utilizzando uno strumento denominato Megascop”. Si tratta di uno scanner che “analizza il taglio della pietra, mentre il passaggio al microscopio consente di verificarne la purezza. Per me la carta di identità del diamante è il suo taglio. Il diamante è un cristallo che prende la luce dall’alto: più la pietra è tagliata in maniera perfetta, maggiore è la luce che mostra”. E’ come se ogni volta Roberto verificasse la materia “che è viva, perchè la pietra al microscopio ti apre un mondo”. Un mondo di luce.

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